Tutto quello che c’è da sapere sulle note legali: obblighi e consigli per il tuo sito web

La legge per la fiducia nell’economia digitale (LCEN) del 21 giugno 2004 impone a tutti i siti internet professionali di visualizzare informazioni legali che identificano chiaramente il loro responsabile. Quest’obbligo riguarda sia i micro-imprenditori che le società, i siti vetrina come i negozi online. Dal 2025, la CNIL rafforza i suoi controlli online su queste pagine informative, e le violazioni formali portano più frequentemente a diffide pubbliche.

Controlli CNIL e informazioni legali: cosa è cambiato dal 2025

Il rapporto di attività 2024 della CNIL, pubblicato l’11 aprile 2025, segnala un aumento dei controlli online riguardanti le pagine informative obbligatorie: informazioni legali, politica sulla privacy, gestione dei cookie. I “piccoli” siti vetrina non sono più risparmiati.

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Concretamente, una pagina di informazioni legali assente o incoerente è sufficiente a innescare una diffida. La CNIL non si limita più alle grandi piattaforme: verifica la conformità formale di siti a bassa audience. Per osservare come una pagina di informazioni possa essere strutturata nella pratica, puoi scoprire di più sul sito Belle Déco, che illustra un formato comune per un sito professionale.

Questa evoluzione cambia le regole per i liberi professionisti e le piccole imprese. Pubblicare un sito senza una pagina dedicata o con informazioni obsolete espone a sanzioni che, anche senza una multa immediata, comportano una pubblicazione nominativa poco lusinghiera per l’immagine dell’azienda.

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Uomo d'affari che analizza una checklist di conformità legale per sito web in uno spazio di coworking

Informazioni legali obbligatorie: differenze tra persona fisica e persona giuridica

Il contenuto delle informazioni legali varia a seconda dello status giuridico del responsabile del sito. Confondere i due casi è un errore comune, soprattutto tra gli imprenditori che cambiano status senza aggiornare la loro pagina.

Imprenditore individuale o micro-imprenditore

Un sito gestito da una persona fisica deve visualizzare il nome e il cognome del responsabile, accompagnati dalla dicitura “imprenditore individuale” o dalle iniziali “EI”. Si aggiungono l’indirizzo di residenza, un indirizzo email, un numero di telefono, il numero di registrazione al RCS, il numero di identificazione IVA, così come l’identità dell’hosting del sito (nome, indirizzo, telefono).

Società (persona giuridica)

Per una società, le informazioni richieste includono la denominazione sociale, la forma giuridica e l’ammontare del capitale sociale, oltre all’indirizzo della sede legale e ai contatti. Il numero di registrazione e il numero di IVA intracomunitaria rimangono obbligatori, così come le informazioni relative all’hosting.

L’identità dell’hosting è obbligatoria in tutti i casi, che il sito sia ospitato in Francia o all’estero. Dimenticare questa informazione è una delle violazioni più comuni riscontrate durante i controlli.

Obblighi specifici per attività regolamentate e e-commerce

Al alcune professioni e tipi di siti devono andare oltre il nucleo comune. I dati disponibili mostrano che questi obblighi aggiuntivi sono spesso ignorati, anche da professionisti esperti.

Professioni regolamentate: salute, diritto, finanza

Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei medici ha aggiornato a luglio 2024 la sua scheda “Sito internet del medico”. I professionisti della salute, del diritto o della finanza devono integrare nelle loro informazioni legali:

  • Il titolo professionale e lo Stato in cui è stato conferito
  • Il nome dell’Ordine o dell’autorità di controllo di cui fanno parte
  • Le limitazioni applicabili al loro diritto alla pubblicità, se del caso
  • Il riferimento alle norme professionali che disciplinano la loro attività

Una violazione di questi obblighi può comportare azioni disciplinari davanti all’Ordine competente, oltre alle sanzioni previste dalla LCEN.

Siti di vendita online

Un sito e-commerce deve aggiungere alle sue informazioni legali le condizioni generali di vendita (CGV), le modalità di pagamento, i tempi e le condizioni di consegna, il diritto di recesso, così come i contatti del mediatore per la consumazione. L’assenza di CGV su un sito di vendita costituisce un’infrazione distinta</strong dall'assenza di informazioni legali, ma entrambe vengono verificate simultaneamente durante i controlli.

Donna che consulta la pagina di informazioni legali di un sito web su un grande schermo in un ufficio minimalista

Dati personali e cookie nelle informazioni legali

Il RGPD impone di informare i visitatori sulla raccolta e il trattamento dei loro dati personali. Queste informazioni possono figurare nelle informazioni legali o in una pagina di politica sulla privacy separata, ma devono rimanere facilmente accessibili da ogni pagina del sito.

Gli elementi da specificare coprono diversi punti:

  • Le finalità della raccolta dei dati (modulo di contatto, newsletter, analisi del pubblico)
  • La base giuridica del trattamento (consenso, interesse legittimo, obbligo legale)
  • I destinatari dei dati e i possibili trasferimenti al di fuori dell’Unione europea
  • La durata di conservazione dei dati raccolti
  • I diritti degli utenti (accesso, rettifica, cancellazione, portabilità)

Per i cookie, un banner di consenso conforme deve consentire di accettare o rifiutare ogni categoria di tracciatore. Il semplice pulsante “Accetto” senza alternativa di rifiuto non soddisfa più i requisiti della CNIL da diversi anni, e questa non conformità è uno dei motivi ricorrenti di diffida.

Accessibilità digitale e informazioni legali: un legame sempre più stretto

Il riferimento generale per il miglioramento dell’accessibilità (RGAA) impone ai siti pubblici di visualizzare una dichiarazione di accessibilità. Con la direttiva europea sull’accessibilità di prodotti e servizi, questo obbligo si estende progressivamente ai siti del settore privato.

La dichiarazione di accessibilità precisa il livello di conformità del sito (conforme, parzialmente conforme, non conforme), le eventuali deroghe e un modo per segnalare un difetto di accessibilità. Si distingue dalle informazioni legali classiche, ma tende a figurare nello stesso luogo, nel piè di pagina del sito, accanto alla politica sulla privacy.

I feedback sul campo divergono riguardo al calendario esatto di applicazione ai siti privati, ma la tendenza normativa è chiara: la pagina delle informazioni legali diventa un hub di obblighi multipli, non solo un esercizio formale legato alla LCEN.

Aggiornare le proprie informazioni legali una volta all’anno, verificare la coerenza tra lo status giuridico reale dell’azienda e le informazioni pubblicate, e assicurarsi che l’hosting menzionato sia sempre quello giusto: questi gesti semplici evitano la maggior parte delle diffide riscontrate dalla CNIL nel suo ultimo rapporto.

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